FORTE TENAGLIE

"Una struttura nata per la Guerra che diventa luogo di Pace
dove offrire spazi per l’Aiuto, l’Accoglienza e la Formazione,
restituendo alla memoria storica e alla fruizione sociale,
un bene altrimenti destinato alla rovina e alla perdita."

 

“Forti/e insieme!!!” è il nome del progetto che La Piuma dedica al recupero del Forte Tenaglie. Infatti solo insieme si è forti, solo insieme ha senso il Forte. Che diventa luogo, occasione e strumento di aiuto, di accoglienza e di formazione, con momenti istituzionali, ma anche stando semplicemente insieme in un luogo di grande bellezza, che domina la nostra Genova, così stranamente vicina.

 

Come siamo arrivati al Forte?

La Piuma onlus da tempo cercava uno spazio adeguato, una “casa” per tutti i progetti in essere e per avviare quelli nel cassetto. Attività rivolte principalmente all'infanzia, alle famiglie, alla natura. Dopo aver valutato diverse soluzioni (privati, Fondazioni, enti religiosi, istituzioni) l’Assemblea dei Soci stabilì di cercare una “casa” di dimensioni adeguate, che si trovasse nella zona di origine dell’associazione, ma soprattutto che fosse di proprietà delle persone perché ognuno potesse sentirsene responsabile. Nel 2010 ci siamo imbattuti nel Forte Tenaglie, sulle alture di Sampierdarena/Granarolo, di dimensioni e potenzialità enormi, di proprietà demaniale/comunale, abbiamo capito che poteva essere il posto giusto per cui darci da fare.

 

Come vogliamo trasformarlo?

La consideriamo da sempre una “magnifica follia”: recuperare un Forte, ristrutturarlo e restituirlo alla fruizione sociale di tutta la cittadinanza. Questo ha significato un immane lavoro, prevalentemente di volontariato, con questi obiettivi a lungo termine:

  • ricavare un ampio spazio pubblico (il terrapieno) dove i bambini possano giocare e gli adulti prendere il sole, respirare aria buona e godere di una vista mozzafiato su Genova.
  • aprire una fattoria didattica per scuole e famiglie.
  • restaurare la casa del telegrafo per insediarvi la Casa Famiglia La Piuma, due mini alloggi per le urgenze, un salone per la formazione sulle tematiche inerenti l’affido, l’adozione, le attività del Forte.

Il Forte Tenaglie ad oggi è l’unico complesso della cinta muraria di Genova restituito realmente e quotidianamente alla fruizione sociale.

 

Chi lavora al recupero dell’area?

Il nostro progetto sul Forte ha affascinato numerosi professionisti che hanno deciso di prestarci le loro competenze, spesso gratuitamente. Alcuni di loro sono entrati a far parte dell’associazione. Insieme a loro, anche numerosi artigiani ci aiutano eseguendo importanti lavori.

 

E’ possibile visitarlo?

La Piuma fin dall’inizio apre il Forte Tenaglie per giornate di visita e conoscenza (Porte Aperte al Forte), spiegando il progetto di recupero e offrendo la possibilità di visitare con guide esperte uno dei forti meno conosciuti di Genova, ma tra i più importanti della sua storia. A conclusione della visita viene offerta la merenda e chi vuole può coinvolgersi nell’associazione o sostenerne le attività acquistando i suoi gadgets. Per i  bambini viene preparato uno spazio sicuro e animato. Le aperture vengono organizzate periodicamente, compatibilmente con le disponibilità dei volontari dell’Associazione, e pubblicizzate sul sito, sui social, con le news letter.

E’ possibile organizzare aperture dedicate a gruppi prendendo accordi, organizzare e/o partecipare ad eventi (seminari e riunioni, concerti, cene, merende …). E’ anche possibile tenere feste o rinfreschi per Comunioni, Cresime, Matrimoni o compleanni.

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Tenaglia o Tenaglie?

Questione infinita, ma per noi è senza dubbio TenagliE. Eravamo all’inizio della campagna di recupero e di bonifica dalla vegetazione infestante, che ricopriva l’area per buona parte, quando liberando il pilone di sinistra del ponte levatoio di accesso, è tornata alla luce la targa con l’inequivocabile incisione “Forte Tenaglie”. Non si tratta di un errore di battitura dello scalpellino, ma anche se fosse, la targa è lì almeno dalla metà del 1800 e nessuno negli anni ha ritenuto opportuno rimuoverla o correggerla. Nostre ricerche storiche avvalorano il nome Tenaglie, mentre altri, altrettanto competenti, propendono per il singolare. Il mistero resta, anche se per noi che ogni giorno lavoriamo e transitiamo sotto a quella targa, sarà sempre Forte Tenaglie, perchè così ci si è presentato.

 

Un po’ di storia

Già dal basso Medioevo la collina di Promontorio, in località “Le Tenaglie” di Granarolo, era fortificata: da quell’altura infatti si dominava agevolmente tanto l’intera Valpolcevera, la collina di Coronata e il Ponente Ligure, quanto la città e il porto di Genova, dalla collina di S.Benigno e dal Capo di Faro fino alla collina di Carignano e oltre. Tale fortificazione era nota come “Bastia di Promontorio”.

Più volte nel corso dei secoli diversi analisti delle difese cittadine (Fiorenzuola, De Sicre) segnalarono al governo della Repubblica la necessità di rafforzare la fortificazione della Bastia e del sito delle Tenaglie, per opporre un ostacolo insormontabile ad eventuali soldatesche ostili provenienti dal Giovo, lungo la Valpolcevera.

Nel ‘700, dopo l’occupazione della città conclusasi con la rivolta del Balilla e la cacciata degli Austriaci iniziarono lavori che non vennero mai portati a termine per il rafforzamento della Bastia, a causa delle finanze ormai esangui della Repubblica di Genova (costretta per “fare cassa” persino a vendere la Corsica). L’assetto del sito resta sostanzialmente immutato fino alla caduta di Napoleone.

Nel 1814 lord Bentinck, governatore inglese di Genova durante i lavori del Congresso di Vienna, ebbe modo di prendere in esame e commentare con scritti di suo pugno alcuni piani di fortificazione delle Tenaglie. Nel 1815 il Congresso assegna, nonostante l’ostilità della popolazione, la città al Regno di Sardegna. I Savoia dispongono immediatamente un colossale e costosissimo piano di fortificazioni delle Mura Nuove seicentesche, munendole di nuovi forti e ampliando quelli esistenti. Dal 1820 al 1832 si compie la costruzione di Forte Tenaglie, e scompare ogni traccia della Bastia di Promontorio preesistente. Lo scopo non è più difendere la città, ma consentire alle truppe piemontesi di tenerla sotto controllo. Nel 1849 la sollevazione contro il dominio sabaudo venne soffocata dai bersaglieri al comando del generale Lamarmora, bombardando la città proprio da Forte Tenaglie.

Con l’evoluzione della tecnica militare, dal 1870 inizia il declino del Forte, definitivamente abbandonato e radiato dal demanio militare nel 1913. Gli ultimi graffiti dei soldati di stanza sono datati nel primo decennio del ‘900.

Negli anni Trenta il regime fascista realizza sulla parte dell’antica Bastia quattro piazzole per pezzi di artiglieria antiaerea a difesa della città. I militari ripopolano il Forte, ma le opere che eseguono, oltre a sconvolgere l’assetto del sito, provocano una “cannibalizzazione” dei manufatti esistenti, in particolare delle mura, da cui viene prelevato il materiale per le nuove opere.

Dall’8 settembre 1943 prendono possesso del Forte i militari tedeschi della Wermacht per l’esercizio dei pezzi di artiglieria: è qui che il Forte subisce i danni più rilevanti, attirando le azioni di bombardamento degli Alleati  per snidare i tedeschi.

Dal 1945 il Forte viene chiuso e abbandonato, fino all’arrivo dell’Associazione La Piuma Onlus nel 2009.

 

Da vedere al Forte

L’impareggiabile panorama a 180 gradi sull’intero arco della costa ligure, sul centro storico cittadino e sul porto.

Il ponte levatoio, le caserme interrate, la santabarbara (tra le meglio conservate in Liguria), le ridotte, le casermette.

Le aree verdi, i camminamenti, le tracce degli antichi occupanti, gli alberi, il silenzio, il mare, la luce...  

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